STATUTO

ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE AI SENSI DELLA LEGGE 383/2000
Denominazione dell’Associazione: YAKI

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Art. 1 – Denominazione

La denominazione dell’associazione di promozione sociale è YAKI; l’associazione si costituisce l’11 maggio 2009 ai sensi e per gli effetti di cui alla legge 383 del 7/12/00.

Art. 2 – Finalità ed oggetto sociale

YAKI è un’associazione che nasce per approfondire la ricerca e la sperimentazione di nuovi linguaggi comunicativi, da rivolgersi a soggetti, pubblici e privati, che non hanno come unico obiettivo il profitto ma operano in favore di una filiera produttiva sostenibile, responsabile e alternativa alla GDO.

Opera per la diffusione di una comunicazione veritiera e autentica, basata sull’incontro, il confronto, lo scambio, la condivisione, la corretta informazione, nel rispetto dei consumatori e dell’ambiente.

Le iniziative che YAKI intende intraprendere hanno lo scopo di:

  • sostenere i produttori agricoli che operano per la salvaguardia delle produzioni autoctone, l’uso di tecniche a basso impatto ambientale e la valorizzazione del territorio;
  • contribuire allo sviluppo del turismo locale con la creazione di eventi gastronomici di qualità;
  • Promuovere l’artigianato tipico, legato a tradizioni locali;
  • Contribuire alla crescita di una cultura di progetto ecosostenibile e del design autoprodotto;
  • sensibilizzare i consumatori a considerare forme d’acquisto consapevoli,  responsabili e made in Italy;
  • favorire la vendita diretta di prodotti artigianali d’eccellenza attraverso la creazione di eventi;
  • sensibilizzare i bambini e i giovani attraverso specifici percorsi di educazione al gusto e mediante lo svolgimento di attività creative;
  • collaborare con quanti operano per un’evoluzione delle attuali dinamiche di mercato.

L’associazione si propone di svolgere nel proprio campo attività di utilità sociale a favore dei propri associati e di terzi, nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati; non ha fini di lucro e non può distribuire utili, né direttamente, né indirettamente.

L’associazione promuove:

  • interventi di informazione su filiera corta, stagionalità, processi di produzione, trasformazione e distribuzione;
  • attività didattiche e percorsi di educazione al gusto e al rispetto verso gli altri e l’ambiente;
  • la produzione, distribuzione e diffusione e vendita di materiali attinenti allo scopo sociale;
  • la gestione di attività di carattere sociale, culturale, economico ed ogni altra iniziativa nell’ambito di enti locali, esercizi commerciali, istituti e scuole, atti ad agevolare lo studio e la preparazione culturale riferita allo scopo sociale, in proprio o con la collaborazione di altri organismi che operano in settori affini agli scopi statutari dell’associazione;
  • lo svolgimento di qualsiasi altra attività possa contribuire al perseguimento delle finalità associative.

L’associazione si ispira a principi di democrazia e di uguaglianza dei diritti di tutti gli associati; le cariche associative sono elettive.

Art. 3 – Sede

L’associazione ha la sua sede legale in via Mameli 2 a Casale Monferrato (AL).

Art. 4 – Patrimonio ed entrate

Il patrimonio dell’associazione è costituito:

a) dai beni mobili e immobili di proprietà dell’associazione;
b) da eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio, che dovranno essere reinvestiti a favore di attività istituzionali statutariamente previste;
c) da eventuali erogazioni, donazioni e lasciti.

Le entrate dell’associazione sono costituite:

a) dalle quote e dai contributi degli associati;
b) dal ricavato dell’organizzazione di manifestazioni o partecipazione a esse;
c) da convenzioni con enti pubblici o privati;
d) da ogni altra entrata compatibile con le finalità sociali dell’associazionismo di promozione sociale, che concorra ad incrementare l’attivo dell’associazione.

L’associazione potrà:

  • Stipulare con enti pubblici e privati contratti e convenzioni;
  • Con deliberazione del consiglio direttivo compiere tutti gli atti e concludere tutte le operazioni contrattuali, compresi gli affidamenti presso istituti bancari, necessari ed utili alla realizzazione degli scopi sociali;
  • Effettuare operazioni di carattere economico-commerciale esclusivamente per il perseguimento delle finalità associative

Art. 5 – Associati – ammissione, esclusione, diritti ed obblighi

Tutti coloro che abbiano interesse ad associarsi possono – previa proposizione dell’apposita domanda – diventare associati, purché non si trovino in condizioni di incompatibilità con l’attività e gli scopi dell’associazione.

Tutti gli associati, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 3 l. 383/00, hanno pari diritti, vengono trattati secondo democrazia e non sono effettuate discriminazioni fra gli stessi.

Sono Associati le persone o gli enti la cui domanda di ammissione sia stata accettata dal Consiglio di Presidenza, e che versano, all’atto dell’ammissione, la quota di Associazione annualmente stabilita.

Nel caso in cui gli Associati non siano persone fisiche, l’ente indica la persona che lo rappresenta in ogni rapporto con l’Associazione e nell’Assemblea degli Associati.

Gli Associati hanno diritto di frequentare i luoghi di svolgimento della attività Associativa, al fine di ricevere informativa dell’attività svolta.

Categorie di Associati:

Associati Fondatori
Associati Ordinari
Associati Sostenitori
Associati Istituzionali
Associati Onorari

Ad ogni categoria di Associati corrisponde una diversa quota associativa; il Consiglio di Presidenza determina termini e condizioni per l’appartenenza degli Associati alle diverse categorie.

Gli Associati hanno pari diritti tra loro e non assumono alcuna responsabilità oltre l’importo delle rispettive quote.

È escluso qualsiasi rimborso delle quote versate in caso di recesso dell’Associato o di cessazione del rapporto associativo per qualsiasi causa.

L’associato decade dalla qualifica per:

– recesso o dimissioni, morte;
– indegnità valutata dall’assemblea sulla base di elementi di fatto obiettivamente accertati;
– esclusione deliberata dal consiglio direttivo a seguito di comportamento palesemente contrastante con gli scopi e le finalità della associazione;
– mancato versamento della quota associativa annua, se dovuta, entro i termini stabiliti.

Il contributo associativo è intrasmissibile.
La perdita della qualità di associato implica la decadenza automatica da qualsiasi eventuale carica ricoperta.

 Art. 6 – Rendiconto

L’esercizio dell’associazione si chiude al 31 dicembre di ogni anno.

Entro due mesi dalla fine di ogni esercizio viene predisposto il Rendiconto economico finanziario, che deve essere approvato dall’assemblea.

È esclusa la distribuzione agli associati degli utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale, durante la vita dell’associazione

Art. 7 – Assemblea degli associati

Gli Associati sono convocati in assemblea almeno una volta all’anno, mediante comunicazione scritta, contenente l’ordine del giorno, esposta nei locali dell’associazione e pubblicata sul sito web dell’associazione almeno quindici giorni prima di quello fissato per l’adunanza.

L’assemblea verrà altresì convocata ogniqualvolta il presidente lo ritenga opportuno e/o in seguito a domanda motivata e firmata da almeno un decimo degli associati.

L’assemblea può essere convocata al di fuori della sede legale, purché in Italia.

L’assemblea delibera sul bilancio preventivo, sul rendiconto economico finanziario annuale, sugli indirizzi e direttive generali dell’associazione, sul programma di attività, sulla elezione del presidente, dei componenti del consiglio direttivo, nonché dei membri del collegio sindacale; sulle

modifiche dello statuto, e su tutto quanto altro a essa demandato per legge o per statuto.

Hanno diritto di intervenire all’assemblea e di votare tutti gli associati regolarmente iscritti ed in regola nel pagamento della quota annuale, in quanto dovuta, anche mediante il rilascio di delega in forma libera ad altro associato.

L’Assemblea è presieduta dal presidente dell’associazione ovvero, in caso di sua assenza, dal segretario.

Il presidente dell’assemblea nomina un segretario, e, se lo ritiene il caso, due scrutatori.

Spetta al presidente dell’assemblea di constatare la regolarità delledeleghe e in genere il diritto di intervento in assemblea.

Il presidente può ammettere eventuali uditori esterni.

Delle riunioni di assemblea si redige verbale, firmato dal presidente e dal segretario, ed eventualmente dagli scrutatori.

Le assemblee sono validamente costituite e deliberano ai sensi dell’art.21 del Codice Civile.

Art. 8 – Presidente

Il presidente ha la rappresentanza legale dell’associazione a tutti gli effetti.

E’ eletto dall’assemblea dei soci tra i propri componenti, resta in carica tre anni e può essere rieletto.

Il presidente presiede il consiglio direttivo.

In caso di impedimento è sostituito dal segretario.

Art. 9 – Segretario

Il segretario è eletto dal Consiglio Direttivo e resta in carica tre anni.

Provvede ad attuare le deliberazioni del consiglio direttivo e a gestire il patrimonio dell’associazione.

Compie tali attività ed ogni altra necessaria per il funzionamento dell’organo, avvalendosi, se necessario, della collaborazione di altri soci.

Per l’esecuzione dei compiti di tesoreria può delegare altro socio membro del Consiglio Direttivo.

In caso di urgenza adotta i provvedimenti necessari, riferendone immediatamente alla successiva riunione del consiglio direttivo per la ratifica. Su di essa provvede il consiglio con la maggioranza assoluta dei suoi componenti.

Art. 10 – Consiglio Direttivo

Il consiglio direttivo promuove le iniziative necessarie al perseguimento dei fini statutari, tenendo conto delle linee generali individuate dall’assemblea.

Il consiglio direttivo, che viene eletto dall’assemblea a maggioranza semplice, è composto da 3 membri, incluso il presidente e il segretario generale, e dura in carica un triennio.
I suoi membri possono essere rieletti.

In caso di dimissioni o decesso di un membro, il consiglio direttivo provvede senza indugio alla sua sostituzione mediante indizione di elezioni limitatamente al componente mancante.

Il consiglio si riunisce su convocazione del Presidente o su richiesta del Segretario Generale o di almeno tre dei suoi componenti. e comunque una volta all’anno per deliberare in ordine al consuntivo ed al preventivo ed all’ammontare della quota sociale.

Il consiglio procede pure alla compilazione dei rendiconti economico finanziari annuali ed alla loro presentazione all’assemblea; compila il regolamento per il funzionamento dell’associazione, che dovrà poi essere approvato dall’assemblea.

Per la validità delle deliberazioni occorre la presenza effettiva della maggioranza dei membri del consiglio ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti; in caso di parità prevale il voto del presidente.

Il consiglio è presieduto dal presidente, in sua assenza dal segretario.

Delle riunioni del consiglio verrà redatto, su apposito libro, il relativo verbale, che sarà sottoscritto dal presidente e dal segretario.

Il consiglio potrà riconoscere, in caso eccezionale, ad alcuni dei membri del consiglio stesso investiti di particolari incarichi, un compenso annuo.

Al consiglio direttivo spetta ogni potere per la gestione della associazione.

I procuratori eventualmente nominati dovranno riferire e rendere conto del loro operato al consiglio direttivo.

In particolare dovrà esservi la maggioranza favorevole dei membri del consiglio direttivo per poter procedere riguardo le seguenti materie:

– nomina dei delegati dell’associazione;

– organizzazione di convegni, manifestazioni, attività;

– acquisto di immobili e di beni mobili registrati.

Art. 11 – Collegio dei Revisori

Qualora gli associati superino il numero di 2500, l’assemblea degliassociati provvederà, in apposita riunione indetta a tale scopo dal presidente entro 3 mesi dal momento del supero di tale soglia, alla elezione per la durata di un triennio di un collegio di revisori dei conti, composto da tre membri effettivi e due supplenti, scelti tra coloro che risultino iscritti al registro dei revisori contabili.

Art. 12 – Rotazione degli incarichi

I soci eletti a cariche non possono rivestire la stessa carica consecutivamente per più di tre mandati.

Art. 13 – Norme per lo scioglimento

Lo scioglimento dell’associazione è deliberato dall’assemblea straordinaria degli associati, con la partecipazione e il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati. L’assemblea straordinaria potrà altresì essere indetta ogni qualvolta si rendano opportune eventuali modifiche statutarie,

ed in tal caso le modifiche saranno validamente assunte se approvate con la maggioranza di cui al presente articolo. In caso di scioglimento, cessazione o estinzione dell’associazione, dopo la liquidazione il patrimonio residuo dovrà essere devoluto ad associazioni con oggetto analogo, o, in mancanza, a fini di utilità sociale.

Art. 14 – Norma di chiusura

Per tutto quanto non contemplato nel presente Statuto si fa rinvio alle disposizioni di legge.

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