Dei trentotto ingredienti che compongono un McNugget, almeno tredici derivano dal granoturco:
il pollo in sé, alimentato con mangimi a base di mais, l’amido di mais modificato, i mono-, di- e trigliceridi, il destrosio, la lecitina, il brodo di pollo, la farina di mais e un altro tipo di amido modificato, che formano la crosta, altro amido per fare la massa, i grassi vegetali, l’olio di mais parzialmente idrogenato, l’acido citrico comeconservante.
Il McNugget contiene anche numerosi ingredienti completamente artificiali, che rendono possibile l’esistenza dei moderni cibi preconfezionati, perché impediscono agli ingredienti di origine naturale di deteriorarsi o di cambiare d’aspetto dopo mesi passati nei freezer in giro per il mondo.
Al primo posto ci sono gli agenti lievitanti: fosfato acido di sodio e alluminio, monofosfato di calcio, pirofosfato acido di sodio e lattato di calcio.
Sono antiossidanti che impediscono ai molti grassi animali e vegetali contenuti nella crocchetta di irrancidire.
Poi ci sono gli agenti antischiumogeni, come il dimetilpolisiloxane, considerato un sospetto cancerogeno e sicuramente un mutageno, causa crescite tumorali, interferisce con la riproduzione ed è pure infiammabile.
Ma l’ingrediente forse più allarmante è il TBHQ, o butilidrochinone terziario, un antiossidante derivato dal petrolio che viene spruzzato direttamente sula crocchetta per aiutare a conservare la freschezza.
Dal punto di vista del business agroalimentare, trasformare del mais a buon mercato in quarantacinque diverse voci di un menu di un McDonalds è un successo impressionante.
E’ una soluzione alle contraddizioni del capitalismo in agricoltura, alla sfida di aumentare i profitti più velocemente di quanto si incrementi la popolazione americana.
Dal punto di vista degli strati più bassi della società americana, la catena alimentare “maisificata” offre vantaggi concreti: alla lunga però, chi mangia in questo modo paga un prezzo salato, in termini di obesità, diabete e malattie cardiocircolatorie.
Mangiare direttamente il granturco, come fanno messicani e africani, è un modo per utilizzare tutte le calorie contenute nella pianta; usando la stessa quantità di mais per ingrassare un manzo o un pollo, se ne perdono circa il novanta per cento.
E’ per questo che i vegetariani predicano l’uso di cibi “bassi” nella catena alimentare: ogni passaggio successivo riduce la quantità di energia disponibile di un fattore dieci, in più anche la lavorazione industriale brucia energie.
Anche dal punto di vista del produttore di mais, la maisificazione non va a suo favore. Il trionfo del mais è la diretta conseguenza della sovrapproduzione, che si è rivelata un disastro per i coltivatori.
Seminare solo mais ha avuto pesanti ripercussioni sulla fertilità del suolo, sulla qualità dell’acqua e sulla salute generale della fattoria. Sulla biodiversità, sull’ambiente e sulle innumerevoli altre specie sconfitte o immiserite a causa sua.
Tra tutte le specie che sono riuscite a prosperare in un mondo dominato dall’homo sapiens, nessuna ha trionfato in modo così eclatante, nessuna ha invaso tanta terra e tanti corpi più di Zea mays, l’erba che ha domato i suoi domatori.
da: Michael Pollan, “Il dilemma dell’onnivoro”, 2006










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La maggior parte delle spezie bio utilizzate da YAKI proviene da Altromercato, la maggiore organizzazione di commercio equo e solidale in Italia e la seconda a livello mondiale. 130 associazioni e cooperative gestiscono 350 Botteghe del Mondo in Italia e 3 all’estero, e realizzano progetti di economia solidale per l’autosviluppo dei popoli nel Sud del mondo.
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considerazione sugli ogm in agricoltura: pessima